Quando il corpo cerca parole che l’anima non sa trovare.
L’adolescenza maschile è quel periodo di vita, sempre più difficilmente definibile, in cui il giovane uomo cerca la propria identità, e mentre è semplice stabilire l’età d’inizio, anche per le modificazioni fisiche che si attuano, come la voce che cambia, la barba che spunta, ecc. non c’è un’età precisa che sancisca la fine dell’adolescenza. Una famosa psicologa afferma che ci sono uomini a 50 anni ancora alla ricerca di strumenti per organizzare la propria vita emotiva…. Per i genitori è più difficile seguire i figli maschi fra i 14 e i 18-20 anni, di quanto non lo sia per le ragazze. La manifestazione dello sviluppo maschile è meno evidente di quello femminile e i ragazzi, anche perchè più riservati in merito ai propri problemi, rischiano, a volte, di essere trascurati durante la fase della crescita.
L’adolescenza è un’età di conflitti perché i ragazzi hanno il desiderio di essere autonomi, mentre in realtà non sono pronti per spiccare il volo avendo ancora bisogno del sostegno dei genitori.
Uno dei problemi lamentato da molti genitori, è l’incomunicabilità e la difficoltà di instaurare un dialogo con i figli, a nulla valgono i tentativi effettuati da più parti. Infatti il maschio adolescente è come un paguro, si rifugia nel suo mondo che può essere rappresentato dalla sua camera, dalle amicizie o dalla sua musica, e se ha qualche problema si chiude e non si fa raggiungere; è difficile cercare di contattarlo, apprezza da chi gli sta accanto una discreta presenza anziché una rumorosa ingerenza.
Un sistema per superare la difficoltà di comunicare e che potrebbe attuare il padre, importante figura di riferimento, sarebbe quella di svolgere insieme al figlio un’attività sportiva, o di bricolage, qualcosa da condividere, da fare…. meglio fare insieme e in questo modo manifestare la propria concreta disponibilità, che insistere magari nell’infruttuosa ricerca di un dialogo. In ogni caso sfruttare ogni occasione per instaurare un rapporto, in quanto il padre è sempre il Grande Assente nella famiglia italiana. Andolfi, uno dei massimi terapeuti familiari, afferma: “I vuoti di padre esistono e non vanno riempiti con altro per non soffrirne o per non vederli…….In questo i figli, se osservati e ascoltati, sono risorse relazionali straordinarie: ritrovare un padre vero è un’esperienza di crescita fondamentale per un figlio e ciò rende anche più fruibile il pieno materno, che avrà allora più connotato di madre e saprà meno di compenso affettivo, per coprire l’assenza del padre.”
Bisogna considerare che quest’età è anche un’età di dubbi, di incertezze, il giovane uomo procede un po’ a tentoni, per prove ed errori e, a volte, questi ultimi sono numerosi.
A volte si ha in famiglia, secondo Bollea, neuropsichiatra infantile, “..un iperprotettività paterna, deleteria quanto quella materna, altro non è che la propria proiezione sui figli della propria ansia e insicurezza. Infatti i padri chioccia che vogli occuparsi di tutto sostituendosi al bambino portano all’estremo il senso di protezione già insito in loro, impedendo naturalmente quel sano processo che rende autonomo e forte il figlio, così indispensabile al suo inserimento in società….l’ansia paterna rischia di essere trasformata dal bambino nel timore di pericoli reali, causando paure e insicurezze difficilmente rimuovibili.”
All’interno della famiglia, successivamente, nei confronti del figlio adolescente, si dovrebbero fornire strumenti quanto più possibile corretti ed evoluti. Un sostegno importante che dovrebbe dare il padre al figlio, potrebbe essere anche quello di accompagnarlo a fare una visita specialistica da un andrologo. Mi diceva recentemente un medico andrologo, operante presso un ospedale di Roma, che non c’è abbastanza informazione sull’importanza che può avere per un adolescente una visita dall’andrologo per un controllo fisico . Questa visita, che si effettua presso strutture ospedaliere, può servire al ragazzo a chiarire eventuali dubbi in merito alla propria sessualità nascente, dubbi che raramente trovano risposte chiare ed esaurienti in famiglia o dagli amici. Mi raccontava, sempre questo giovane andrologo, che i ragazzi non hanno le idee chiare anche in merito alle misure del proprio pene, come è emerso dal recente convegno di andrologia tenutosi recentemente a Villa S.Giovanni (RC). Una visita servirà a fugare dubbi e a fornire al ragazzo tutte quelle informazioni in merito a una corretta gestione sulla sua futura vita sessuale.
Per saperne di più:
Il Padre ritrovato di M.Andolfi- FrancoAngeli ed.
Le madri non sbagliano mai di G. Bollea- Feltrinelli ed.
Il padre. L’assente inaccettabile di C.Risè- SanPaolo ed.




