L’età è ormai solo un dato anagrafico.     Gli uomini e le donne non sono più quelli di una volta e, aggiungo, per fortuna. Questa è un’età nella quale, se non si hanno malattie importanti,  si è al massimo dell’energia, della progettualità e della voglia di vivere. L’età del primo figlio si è spostata, e ci sono 50enni alle prese con problemi adolescenziali che non hanno davvero il tempo per prestare attenzione ai ‘primi doloretti’.
Il ‘pensiero crea’, per cui un atteggiamento ottimista e di aspettativa positiva realizza un presente e prepara un futuro positivo. A 50 anni magari si vive una nuova situazione sentimentale e questa è una condizione che dà una carica di vivacità e di rinnovamento in più.
Insomma davvero ci troviamo di fronte alla menopausa e all’andropausa come di fronte a ‘Miti da Sfatare’. Non c’è bisogno di ricorrere a ‘interventi estremi, consapevoli che l’età è un arricchimento esperenziale e spirituale di cui far tesoro. Via allora alle cure naturali, controlli medici, alimentazione sana, controllo del peso, attività fisica, voglia di stare bene e di continuare a stupirsi della vita e a stupire. Questi sono gli ingredienti essenziali per il mantenimento di un ottimo livello psico-fisico che farà affrontare al meglio quello che Jung definiva ‘il mezzogiorno della vita’.
Cinquanta ma sembrano trenta. Trentacinque forse. Perché si ha una pazzesca voglia di vivere. E tutto il resto conta sì, alimentazione, medicine, ginnastica, traguardi scientifici e prodigi della chirurgia. Ma alla fine ciò che comanda, che straccia l’anagrafe e fa dimenticare i certificati di nascita, sembrano essere il cuore e la mente. Non è solo questione di star system, di attrici meravigliose che superato il mezzo secolo amministrano saggiamente le proprie rughe e scoprono un nuovo “vento di vita”. In tutto il mondo occidentale, sembra, l’età “apparente” ha soppiantato l’età anagrafica, si vivono stagioni multiple insieme, e la sessualità non si piega più né al tempo né al mutare del corpo.
E se l’avanguardia di questa generazione dell’”età apparente” sono le “Quintastics”, così le ha definite il Telegraph, citando appunto un gruppo di “cinquantenni fantastiche”, da Sharon Stone a Condoleezza Rice, da Meryl Streep a Emma Thompson, il fenomeno è assai più vasto, riguarda sia le donne che gli uomini, e sta portando a una vera riscrittura dei tempi della società . “Conquistiamo in media tre mesi di vita l’anno, siamo, di fatto, biologicamente più sani e più belli – conferma Roberto Bernabei, direttore del Dipartimento di Scienze Geriatriche del Policlinico Gemelli di Roma – i settantenni di oggi vivono come i cinquantenni di ieri, e questi ultimi sentono e agiscono come se ne avessero dieci di meno… I motivi?
Una vita più facile, i lavori usuranti ridotti al minimo, un’alimentazione giusta quando non si eccede, l’attività fisica, i farmaci sempre più mirati. Abbiamo i malanni del benessere, ma godiamo di una qualità della vita mai raggiunta prima. Il risvolto di questa medaglia è però una vecchiaia che si allunga e l’ultimo pezzo, quando ci si avvicina ai novanta, è davvero duro per tutti”.
Ma sono state le “Quintastics” a determinare la vittoria dell’età apparente contro l’età anagrafica. Senza arrendersi, come scrive il Telegraph, a quello che Picasso chiamava “l’autunno della vita di una donna”, e senza cedere al pensiero di avere ormai “più ieri che domani davanti a sé…”. Una nuova generazione, che a partire dal 2010 potrà contare ragionevolmente su altri trent’anni di vita attiva e dinamica, quando soltanto 50 anni fa, la menopausa era considerata quel traguardo oltre il quale l’esistenza femminile diventava, davvero, un autunno dei sentimenti e della sessualità . E se le testimonial del fenomeno “Quintastics” sono attrici come Julianne Moore o Madonna, che ad una “ruggente voglia di vivere” hanno mescolato senza rimorsi sofisticati interventi di chirurgia estetica, è anche vero che 600mila donne inglesi over-fifty, hanno dichiarato di non essere mai state “così felici”.
Si ‘mette su famiglia’ più tardi. Si fanno i figli in un’età anagraficamente matura e la loro presenza costringe a restare giovani. Per giocare. Salire su un albero. Ascoltarli. Ridere di scherzi e tenerezze. Un fenomeno che riguarda sempre di più i maschi. Che si ritrovano padri a 50 anni e si occupano dei loro desiderati bambini come se ne avessero trenta. Esattamente come fanno le madri. In un alfabeto dell’amore che sta riscrivendo i rapporti di coppia. Una “rivoluzione dell’età ” che si intreccia a quella che ormai viene definita dagli esperti, “la seconda rivoluzione sessuale”. Emanuele Jannini, docente di Sessuologia all’università dell’Aquila, afferma infatti che viviamo felicemente in un’era dove la Scienza ci aiuta a dimenticare l’anagrafe. Puntando sulla fisiologia. “Mangiamo bene e siamo sani. E poi non possiamo ignorarlo: la diffusione del Viagra per i maschi e degli ormoni per le donne hanno davvero cambiato le frontiere dell’amore. Un uomo di 50 anni solitamente non ne ha bisogno per vivere la propria sessualità , ma sa che prendendo questi farmaci può riportare la sua potenza a quella dei 25 o dei 30 anni. Le donne possono ritardare a lungo la fine della fertilità , aiutarsi in ogni modo contro gli effetti collaterali. E questo cambia tutto. Il tempo, gli anni non sono più un problema, un limite. Quindi l’età apparente spesso non è soltanto una facciata, ma una realtà concreta. Che muta dunque la vita familiare, sociale, anche i rapporti di lavoro”. Fondamentale però lo stile di vita. I dietisti ribadiscono che “Essere magri è un’assicurazione sulla vita, proprio perché si vive così a lungo. Nei reparti di geriatria si è visto che un anziano snello ha un’età biologica spesso assai più bassa dei suoi anni anagrafici. Al contrario di chi affronta sovrappeso il sopraggiungere della terza e quarta età ”.
La sfida vera però come affermano le “Quintastics” è godere, anche, della propria maturità . Scrive Germaine Greer, voce autorevole del femminismo mondiale: “Una donna adulta non ha bisogno di mascherarsi da ragazzina per restare al centro dell’esistenza”. Infatti spiega Iaia Caputo, autrice di un fortunatissimo libro edito da Feltrinelli, “Le donne non invecchiano mai”, oggi quello che accade è che si vivono “più età insieme, è come avere un’età multipla”. “Prendiamo una cinquantenne con un figlio di 10 anni. Sentirà la sua età forse al mattino, quando si guarda nella specchio. Ma dura poco. Avrà dieci anni di meno quando porterà il suo bambino a scuola, mamma di un figlio piccolo, a cui bisogna dare energie e tempo. Si sentirà di nuovo ben più giovane dei suoi anni sul lavoro, dove le richieste per chi ha questa fascia d’età , e maturato titoli ed esperienza sono comunque alte e pressanti. Vorrà sentirsi giovane, ancora, con il suo compagno, con le sue amiche. Si sentirà invece vecchia e stanca morta – aggiunge con ironia Iaia Caputo – quando finalmente metterà la testa sul cuscino…”.



