Tango? Tangotherapy…

14/07/2010
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El Tango es un sentimiento…no es dificil aprender a bailar.
Tampoco es facil, pero no se bailan figuras o pasos. Se baila la musica. Porque el Tango es y sera musica y aprender a caminarla y escucharla y sentirla;
porque se convierte en algo propio que despues no se puede despegar.
A partir de esto, cada persona, cada bailarin, “aprende” su estilo.
Varones y mujeres.
 
 
Il ballo del Tango ha visto negli ultimi anni una straordinaria diffusione in tutto il mondo con nascita di Milongas, corsi, stages, festival che si svolgono nelle grandi città dal Giappone, all’Europa all’Australia.

I Tangueros partono alla volta di Buenos Aires perdendosi in notti itineranti alla scoperta di famose e fumose Milonghe. I nostri immigrati già ai primi del ‘900 si riunivano in questi posti ‘di malaffare’ per scaricarsi, integrarsi con la popolazione e, forse. provare quello che ci racconta Mara, una giovane donna che da anni balla il Tango : ‘… il Tango è prima di tutto comunicazione. Ballando il Tango ascolti intimamente la persona che ti sta di fronte ed esprimi te stessa senza filtri attraverso l’abbraccio. In questa danza è tutto improvvisato; la comunicazione tra le due persone deve essere fluida, è un linguaggio non verbale fatto di sfumature, di movimenti. Quando balli bene con una persona senti che i due corpi e le due anime si muovono seguendo gli stessi ritmi e la stessa musicalità, si crea una confidenza  profonda….. e anche se è ‘un ballo machista’,  in quanto l’uomo “porta e  propone”,  se incontri un uomo che riesce a farti ballare e a ballare per te e con te, la sensazione è bellissima..’

 

Da qualche anno il Tango viene considerato da psicologi e terapeuti una forma di trattamento sia per gli anziani ma, soprattutto, per migliorare le relazioni e i rapporti di coppia. Usato come terapia di coppia può insegnare modalità che potranno essere applicate anche nella vita quotidiana. Attraverso lo sguardo si trasmettono desideri inconsci, aspettative di accettazione e comprensione da parte dell’altro, una potenzialità sintonica.  Nelle coppie in crisi è proprio la sintonia, la capacità di comunicazione l’aspetto sul quale si deve lavorare, e quale occasione migliore per ri-crearle attraverso il ballo? Perché sia un ballo esteticamente armonioso, bello a vedersi e perché trasmetta sensazioni di piacere, sono indispensabili partecipazione profonda, un passaggio di segnali e una fisicità. Chiari messaggi di seduzione fra la parte attiva maschile e la parte ricettiva femminile, capacità di esprimere esigenze psico-fisiche che nella vita di tutti i giorni non trovano modalità espressive e anche il desiderio profondo di guidare ed essere guidati. Codici che si creano attraverso il ballo possono essere trasposti nella comunicazione quotidiana della coppia.

La testimonianza che il Tango possa essere ‘terapeutico’ ce lo conferma Alessandra:

‘Il mio rapporto con il Tango che ballo e studio da 10 anni si è evoluto nel tempo. Inizialmente è stato puro divertimento, le prime lezioni erano sicuramente un gioco e le vivevo con distacco, come un momento di svago. Poi ho attraversato la fase della difficoltà nell’apprendere la tecnica del ballo e quindi lo sconforto nel vedere gli altri, bravissimi, che si muovevano in pista. In quel periodo il Tango era per me diventato una sfida, e anche se non c’era nell’ambiente solo quella passione e sentimento che credevo ma molta superficialità, ormai la passione per il Tango si era insinuata dentro di me, con la sua musica, il suo movimento. Oggi non riuscirei a pensare di poterne stare lontana. E’ cambiato il mio modo di viverlo, sono cambiata io, che per anni non avrei mai creduto, viste le difficoltà che avevo, di poter vivere uno spazio con un abbraccio che dura 3 minuti, spazio e minuti in cui  in cui mi dedico completamente alla persona con cui ballo.’
 

Il Tango è una sensualissima forma d’arte  e nell’erotico avvinghio di passi può crearsi e ri-crearsi in una coppia quell’alchimia che deriva dal contatto dei corpi. Un linguaggio di detto e non detto, di pressioni, sfioramenti, movimenti espliciti o sottintesi che innescano reazioni fisiologiche ed emotive forse troppo spesso soffocate dalla routine .

Come poeticamente testimonia Pietro ‘….nella ricerca della motivazione al Tango, non posso prescindere da quella ricercatissima excruciatio che è il confronto scontro con l’universo femminile. Niente come il Tango mi restituisce l’amplificata e piena consapevolezza del ‘…mio antico dolore di essere maschio… insieme all’illusione di poterlo alleviare’.

Offre, il Tango, la possibilità di ballare con persone diverse nella stessa sera, permettendo di creare intimità ripetute, mai uguali ma che sollecitano tutti e cinque i sensi in chi balla ma anche in chi guarda. E’ un ballo che rende tutti voyeur perché si assiste al preludio di un amplesso; che poi questo non si sostanzi nella realtà non è importante. L’eros è, spesso, sublimato proprio nella fase preliminare del rapporto, e nel Tango questo è sintetizzato ed esplicitato.

In cosa consiste il suo fascino? E’ un ballo dove i ruoli sono nettamente divisi: l’uomo guida e la donna si lascia condurre passivamente. E’ un ballo antico che non concede parità, riproponendo l’antico ruolo del maschio dominatore ma dove la donna è solo apparentemente dominata. Le figure si combinano ottenendo l’armonia del movimento solo se l’uomo ‘sa condurre’, se riesce a trasmettere e non certo con la forza, cosa vuol fare e cosa desidera dalla donna ma, come sottolinea Mara  ‘… non sempre è tutto così bello. Può capitare che un Tango diventi una lotta perché l’uomo vuole farti fare per forza virtuosismi, anche quando la situazione o la preparazione non lo consente o nei casi in cui l’uomo vuole a tutti i costi fare bella figura con te, oppure nei casi in cui pensa di ballare solo’.

Il Tango, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, ha origini incerte. Fa la sua comparsa ai primi dell’800 a Buenos Aires, crogiolo di immigrati di diverse razze, che convivono più o meno promiscuamente quasi ai margini della società, nei quartieri di periferia, arrabal, dove si mescola gente arrivata dalle campagne e gente del porto, uniti dalla disperazione, dal desiderio di sopravvivere, dalla voglia di riscatto. Attraverso la payada, una forma di poesia declamata con accompagnamento di chitarra, danno voce ai sentimenti; a questa si  fonde la habanera, danza spagnola di Cuba portata in giro dai marinai. Nasce, così, una danza caratterizzata dal movimento dell’uomo che avanza e dalla donna che indietreggia: la Milonga e milonguar significa passare la notte alternando danza e canto. Sbarca anche, portato dai negri, un ballo che usa il bacino in movimenti sensuali, il candombe; la miscela di questi elementi danno vita al Tango, definito dagli argentini ‘un sentimento triste che si balla’. Perfezionatosi nel corso degli anni, è considerato un ballo di grande complessità. Afferma Sergio: ‘Bisogna prevedere un progetto minimo di 4 anni per imparare i fondamentali e poi si inizia a sviluppare il senso del ballo vero e proprio che è pura  improvvisazione nata  da tecniche acquisite, espresse attraverso il corpo’.

Massimo, che prima del suo incontro con il Tango si definiva ‘un orso in una cristalleria’, aggiunge un aspetto interessante già esplorato dalla psicoterapia: La valenza dell’Abbraccio “…dire che nell’abbraccio tanguero ri-cerco l’abbraccio di una madre accogliente e avvolgente?! Penso sul serio che l’abbraccio sia una meravigliosa ‘invenzione’ e che in ogni sua forma crei una meravigliosa energia”.

Per saperne di più:

T come Tango di Meri Lao- ed.Melusina

Racconti di Tango, d’amore e di milonga di Jorge Lindman -ed.Sigillo Narrativa

Il Maestro di Tango, appunti di un milonguero-di Domingo Vallejos-ed Sigillo

Tango Terapia di Federico Trossero ed. Coquena

www.tangoterapia.it

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