Onore a De Falco e biasimo a Schettino, giusto e senza commento. Ma una considerazione è doverosa.
Afferma giustamente De Falco, il Comandante della Capitaneria di Livorno, di aver fatto solo il proprio dovere, in quanto il comportamento del Comandante rientra fra le normali procedure che si devono svolgere. E’, De Falco, un uomo addestrato a questo che, nel momento della necessità ha messo in atto competenze proprie del ruolo che riveste, capacità e autorità che possiede; grazie a queste ricopre il posto che lo ha visto protagonista in questa tragedia.
Il Comandante svolge una carica avendone la preparazione e noi ci meravigliamo. Siamo veramente troppo disavvezzi a veder fatte le cose giuste al momento giusto, circondati come siamo da ruoli scippati senza merito. E allora è un eroe il bagnino che si butta in mare per salvare una persona in difficoltà ed è un eroe quel comandante che riuscì, non molto tempo fa, ad atterrare con l’aereo in avaria. Tutto giusto, onore al merito per chi svolge il proprio dovere rischiando la vita, ma è davvero così strano? Non dovrebbe rientrare nella norma riuscire a far fronte alle difficoltà quando si possiedono le necessarie competenze?
Certamente portare a termine un compito come la coordinazione della Concordia in piena catastrofe fa, di un uomo comune, un uomo eccezionale. Ma delinea anche un uomo che possiede la preparazione, la formazione e con il giusto bagaglio esperienziale. Ciascuno deve meritare il proprio ruolo, ma a questo non siamo abituati e quando un professionista svolge il proprio dovere ottimamente ne facciamo un eroe, per cui irraggiungibile ed inimitabile invece che l’esempio da seguire di un uomo competente. Siamo arrivati a stupirci della professionalità e questo è quello che ci deve preoccupare e far riflettere; così si rischia di perdere “il buon senso comune”.




