Ronnie Lee Gardner

18/06/2010
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Legge del Taglione dal latino lex talionis, istituita da Mosè, appare nella Bibbia.

“Ma se segue una disgrazia, al­lora pagherai vita per vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bru­ciatura, ferita per ferita, livido per livido” (Es. 21,23-25).

Lee Gardner, giustiziato nello Utah mediante fucilazione, ha meditato le parole che voleva dire a quei cinque cecchini anonimi, prima che brillassero le bocche dei fucili dalle feritoie: “Sono stato dall’altra parte della canna, so cosa succede. Quando hai sparato non te ne liberi più”. Lasciando da parte considerazioni emotive e personali, si ritorna sempre all’antico dilemma: può un uomo scientemente togliere la vita ad un altro uomo? La mia risposta è NO.

Ai tempi di Mosè aveva sicuramente un motivo di essere, ma dopo il Vecchio Testamento è arrivato un Uomo a consegnarci l’unica arma che rende possibile la civiltà la vera civiltà che non è nel progresso tecnologico ma semplicemente nella compassione verso i nostri simili e nel perdono.

Lee Gardner è morto a 49 anni dopo averne passati 25 nel braccio della morte. A 24 anni si era già guadagnato la condanna alla pena di morte. Ma dopo 25 anni agli stessi parenti delle vittime cosa era rimasto nel cuore? Avere una persona cara strappata al proprio affetto è atroce indipendentemente dal tipo di morte che la porta via.  Ma se ci dibattiamo secondo i dettami della legge del Taglione, quando possiamo sperare di evolvere?

Lee Gardner sniffava acidi a 6 anni, a 10 anni era passato alla cocaina e poco più grande faceva il palo per il patrigno.

Cosa ripariamo con la sua morte?

La giustizia? Ma cos’è la giustizia? Chi può stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato? È giusto che un bambino venga torturato, violentato massacrato? E chi sono i suoi torturatori, violentatori, massacratori? Chi arma le esili braccia dei bambini soldati? Sarebbe giusto giustiziare quegli stessi bambini per le morti che seminano? Siamo come lombrichi che strisciano nel fango, percepiamo la luce del sole ma alzare la testa lasciando e permettendo che la luce, il calore ci inondi sarebbe forse pericoloso. Dovremmo fare i conti con noi stessi. Chiederci finalmente cos’è giusto e cos’è sbagliato e dove noi abbiamo sbagliato. Gli errori sono sempre e soltanto quelli che facciamo al nostro prossimo. L’Uomo che è morto 2000 anni fa per lasciarci il Libero Arbitrio che noi usiamo così, predicava: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’.

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