Sette, cosa sono, come riconoscerle

26/01/2012
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In Italia ci sono diverse decine di tipi di sette con diverse migliaia di seguaci; molti di questi sono però vittime di raggiri e di plagio. E’ sufficiente ascoltare i racconti delle difficoltà e degli impedimenti, fisici oltre che psicologici,  delle persone che cercano di sottrarsi al controllo di queste ‘sette’ o di genitori che in qualche caso perdono ogni contatto con i figli, perché si possa definire  il fenomeno allarmante. 

Chi  attraversa momenti bui nella propria vita per un lutto, una delusione sentimentale, un rovescio finanziario, una depressione, è più vulnerabile e più disposto a seguire chi tende una mano, offre un ascolto partecipe. Uno stato di debolezza, anche momentaneo, può rappresentare un momento di maggior rischio. Anche quando una persona è insoddisfatta o depressa versa in una particolare condizione di necessità, magari sta cercando di uscire da una dipendenza (alcool, droga, ecc.) oppure soffre di una patologia fisica o psichica. Anche avere un legame affettivo con una persona già coinvolta in una setta può essere un fattore di rischio.

 I ‘reclutatori’ di queste ‘sette’ sono persone capaci di comprendere chi hanno davanti e capaci di dire e dare ciò che l’altro in quel momento desidera. Quando ci si accorge che è solo un trucco, spesso è troppo tardi. Se si passa un momento di disperazione, si può provare a cercare aiuto in chi ci è accanto, magari basta un colloquio con un caro amico, con il medico di fiducia o con uno psicologo per avere un’indicazione e un aiuto. Se si cerca un padre spirituale  si può entrare in una delle nostre belle chiese e parlare con un prete, disposto ad ascoltare e a indicarci la via più giusta senza nessun obbligo o forzatura.

Se qualcuno vuole davvero aiutarci in un momento di difficoltà non cercherà  mai di intervenire nella nostra vita privata controllandola, imponendo regole, ideologie, allontanandoci dai familiari o assorbendo tempo e denaro.

L’amore e la fede sono aneliti dell’anima a cui ogni essere umano aspira, ma possono soltanto venirci indicati e mai ci potrà e dovrà essere l’obbligo di seguire rigide regole di uno pseudo maestro o ancor peggio subire un controllo sociale. Duemila anni fa è morto un vero Maestro, ed è morto per renderci liberi, per consegnarci il libero arbitrio delle nostre azioni. E’ solo in noi stessi il potere di riconoscere il bene e allontanarci dal male. Chi afferma il contrario mistifica, diffidiamone.

 

RICONOSCERE UNA SETTA

I fattori che concorrono alla creazione di una setta sono fondamentalmente questi:

- la leadership, molto spesso rappresentata da un leader carismatico, un capo, con forte ascendenza sugli adepti;

- il sistema valoriale ed ideologico che si traduce in pratiche e norme che regolano la vita all’interno del gruppo;

- il controllo sociale che può essere più o meno intenso, e che in alcuni casi dà vita a tribunali interni in grado di emettere sentenze e punire i trasgressori;

- la richiesta di un impegno totale dell’adepto e del suo lavoro volontario e gratuito;

- la difficoltà di vivere un rapporto familiare sereno per chi è all’interno di un’aggregazione settaria;

- la difficoltà per il familiare esterno di vivere una normale relazione affettiva con il suo congiunto all’interno del raggruppamento;

- la imposizione di recidere i legami con il passato e soprattutto con la famiglia d’origine.

Quando le pretese del gruppo iniziano ad aumentare, chiedendo tempo, denaro, impegno, è un campanello d’allarme.

Se il membro non riesce più ad immaginare un futuro fuori o lontano dal gruppo, per uscirne occorre l’assistenza di esperti.

CHE SIGNIFICA PLAGIO?

Nel codice del 1930 fu inserito un reato penale che per la prima volta venne chiamato con l’antichissimo termine “plagio”, che significava riduzione in schiavitù.

Già alla sua origine, l’art. 603 del codice penale fu oggetto di lunghe discussioni fra i commissari che denunciavano il pericolo che, usando un termine antichissimo da essi considerato lessicalmente sicuro, reso valido da oltre duemila anni nel linguaggio e nell’esperienza legislativa e forense, si confondessero concetti giuridici basilari e s’incorresse in equivoci.

Per plagio, nel linguaggio comune di oggi, intendiamo quella condizione di suggestione, convincimento, persuasione, soggezione, annientamento della volontà e trasferimento della personalità umana da un soggetto all’altro, denominata anche manipolazione mentale o della psiche.

TECNICHE DI PLAGIO

Riportiamo in sintesi le principali tecniche di plagio utilizzate nelle sette e nelle psicosette, descritte in diverse pubblicazioni scientifiche. Ovviamente non si utilizzano tutte insieme ma si prediligono solo alcune.

“Love bombing”
Il “bombardamento d’amore” è una delle tecniche di manipolazione mentale più usata, che ha gli effetti più duraturi. La fase iniziale è caratterizzata da lusinghe, seduzione, contatti corporei non sessuali ma carichi di affetto (baci, carezze, abbracci, mano nella mano) e molta attenzione verso qualsiasi necessità del nuovo arrivato. Il neofita viene circondato d’amore dal leader e dagli aderenti alla setta, che lo mettono al centro delle loro attenzioni. Lo scopo è creare l’ambiente di una famiglia. In una seconda fase, una o due persone già ben inserite nel gruppo, che seguono le indicazioni del leader, si dedicano esclusivamente a lui (“Sistema del compagno”). Ben presto il neofita inizierà ad imitare il comportamento e il linguaggio del gruppo, per sentirsi accettato e farne parte.

Isolamento
La persona viene separata dalla sua famiglia e dagli amici, impedendo oppure ostacolando ogni forma di contatto con persone esterne, rendendo accessibile un’unica realtà, quella del gruppo. La setta stessa diventa la nuova famiglia. Si cerca di far convivere nel medesimo luogo gli appartenenti al gruppo. Le sette controllano inoltre il flusso informativo dei membri. Possono controllare la corrispondenza, le telefonate, letture non autorizzate, visite di esterni o verso l’esterno. In alcune sette i telefoni sono rotti; in altre l’uso viene limitato.
Una ex aderente alla setta dei Sullivanians ha descritto così la sua esperienza: “La mia terapeuta mi faceva spesso domande sulla mia infanzia. Diceva che sembrava che i miei genitori non mi volessero, o che erano semplicemente incapaci di amarmi. Diceva che era preferibile non vedere i miei per un po’, almeno finché non fossi stata in grado di capire meglio la mia storia. I miei ricordi dolorosi dell’infanzia venivano sempre convalidati, mentre quelli felici erano disprezzati. Mi convinsi di aver avuto un’infanzia misera ed era come se i miei nuovi amici fossero i soli che potessero capirmi”.
La revisione della storia personale fornisce utile propaganda contro genitori, amici e tutti quegli aspetti del mondo che il leader vuole denigrare. Rafforzano inoltre la suggestione che il mondo convenzionale deve essere evitato e che è meglio rimanere nel mondo buono e protettivo del gruppo.

Spiare gli adepti
Si incoraggia a spiare gli altri membri della setta. Gli adepti vengono affiancati o accompagnati sempre da qualcuno che li possa controllare. Ogni violazione delle regole del gruppo viene riferita al leader, che in tal modo acquisisce il controllo del gruppo grazie ai membri stessi.

Ripetitività
Con la scusa di favorire la meditazione si induce il neofita a ripetere ossessivamente le stesse parole, cantare le stesse strofe o svolgere di continuo un’attività. In questo modo si induce artificialmente uno stato di alta suggestionabilità.

Privazione del sonno
Tecnica spesso associata alla precedente, viene incoraggiata motivandola come necessaria per non interrompere lo stato di concentrazione raggiunto. In questo modo si indebolisce il fisico rendendo ancora più vulnerabile l’individuo.

Droga o psicofarmaciCon la somministrazione di psicofarmaci e/o droghe si induce uno stato di “torpore” mentale che facilita la manipolazione della psiche.

Regole inflessibili
Induzione a regressione e disorientamento sollecitando l’accordo su regole apparentemente semplici che scandiscono le pause-pasto, pause gabinetto e l’uso di medicine.

Mantenere l’obbedienza al gruppo
Disciplina più o meno rigida, controlli e punizioni ai trasgressori.

Privazione del Senso del Tempo
Distruggere la capacità di valutare notizie, informazioni, reazioni personali e funzioni fisiche in relazione al passare del tempo, rimovendo gli orologi personali e quelli da muro.

Disinibizione
Incoraggiare obbedienza di tipo infantile con l’organizzazione di comportamenti di tipo infantile.

Giochi
Induzione alla dipendenza al gruppo con l’introduzione di giochi dalle regole oscure.

Confessioni
Incoraggiare la distruzione dell’ego individuale con confessioni di debolezze personali e sentimenti o dubbi intimi, specialmente durante le attività del gruppo.

Senso di colpa
Rafforzare il bisogno di salvezza o di cambiamento esagerando i peccati dello stile di vita precedente.

Cambiamento della dieta
Creare disorientamento e accrescere la suscettibilità agli stimoli emotivi con l’applicazione di diete particolari.

Fatica fisica
Creare disorientamento e vulnerabilità con attività fisiche o mentali prolungate, e privazione di riposo e/o sonno adeguato.

Obblighi finanziari
Raggiungere un’ulteriore dipendenza dal gruppo creando una dipendenza economica o inducendo la donazione delle proprietà, sia immobili sia in denaro.

Additare
Creare un falso senso di giustizia sottolineando i difetti del mondo esterno e degli altri.

Gerarchia sfarzosa
Promuovere l’accettazione dell’autorità della setta promettendo carriera, avanzamenti o potere.

Approvazione controllata
Mantenimento della vulnerabilità e della confusione alternando premi e punizioni per azioni similari.

Dottrina confusa
Incoraggiare l’accettazione cieca e il rifiuto della logica con complesse lezioni di dottrina volutamente incomprensibile.

Codice di abbigliamento
Rimuovere l’individualità con la pretesa di una conformità al codice di abbigliamento del gruppo.

Metacomunicazione
Impianto di messaggi subliminali mettendo l’accento su parole chiave o frasi, in lunghe e confuse lezioni e/o discorsi.

Abuso verbale
Desensibilizzazione con il bombardamento di linguaggio volgare.

Crisi d’identità
Portare la persona a criticare la propria identità anche attraverso la ridefinizione del passato individuale (inculcare falsi ricordi, dimenticare i ricordi positivi del passato).

Eliminazione della privacy
Ottenere una mancanza di capacità di valutazione e giudizio logico impedendo la riflessione e limitando la vita privata.

Pressione del gruppo
Sopprimere dubbi e resistenze alle idee nuove sfruttando il bisogno di appartenenza al gruppo.

Rifiuto dei vecchi valori
Accelerare l’accettazione di un nuovo stile di vita condannando costantemente i valori e le credenze precedenti.

Ipnosi e Trance
Introdurre uno stato di alta suggestionabilità, con l’ipnosi o inducendo stati di trance, spesso sotto forma di meditazione o con esercizi di vario tipo.

Franco Granone, docente di Psicologia all’Università di Torino, caposcuola italiano dell’Ipnosi Medica, studioso di fama internazionale, sostiene che “…possono insorgere particolari condizioni, ben conosciute in ipnosi vigile, durante le quali il soggetto non riesce a sottrarsi all’imperio di determinate idee suggestive, andando incontro a monoideismi plastici e a parziale dissociazione psichica; pur apparendo integra la sua coscienza e, entro determinati limiti, la capacità di riflessione e di critica… in questi casi può avvenire un certo plagio del soggetto con un procedimento ipnotico, che difficilmente viene riconosciuto dagli astanti, né dallo stesso operatore, se questi non è edotto nella dinamica dei processi ipnotici, plagio che potrebbe spingere persone neurolabili o predisposte a crimini o al suicidio” (articoli sull’ipnosi pubblicati su “Leadership Medica”, 8/93, 1/95, 2/96).

 

MANIPOLAZIONE MENTALE (PLAGIO)

E’ ormai noto che i manipolatori mentali si servono di tecniche psicologiche subdole e sofisticate, spesso abbinate alla somministrazione di sostanze chimiche (come allucinogeni, droghe, psicofarmaci “depersonalizzanti”, eccetera), come dimostrano gli studi compiuti da Margareth Singer, G. De Gennaro, M. Gullotta, Jania Lalich e gli scritti di Randall Watters, G. Flick, Ted Patrick.

Ma è sbagliato pensare che il plagio avviene solo nelle sette organizzate. Può verificarsi anche in un piccolo gruppo deviato, nella coppia, o addirittura in famiglia.

Secondo lo psicologo Steven Hassan, il controllo mentale può essere compreso analizzando le tre componenti descritte dallo psicologo Leon Festinger. Si tratta del controllo del comportamento, controllo dei pensieri e controllo delle emozioni. Ogni componente influenza profondamente le altre: modificandone una anche le altre tenderanno a cambiare. Se si riesce a cambiarle tutte e tre, l’individuo sarà spazzato via (tratto dal libro Releasing the Bonds).

 

 N. VERDE A CUI RIVOLGERSI IN ITALIA

 

 

 

 

 

 

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