Sessualità femminile

26/05/2010
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Il mistero della sessualità femminile

I disturbi sessuali femminili più comuni sono tre: l’anorgasmia, il vaginismo e la dispareunia.

Il disturbo del desiderio e il desiderio compulsivo appartengono a entrambi i sessi e li tratterò più avanti.

Tutti i disturbi possono essere primari o secondari. Per disturbo primario si intende un disturbo che ha connotato la vita sessuale, per esempio una donna con anorgasmia primaria significa che non ha mai provato l’orgasmo, neanche con la masturbazione. Se il disturbo è secondario vuol dire che ha avuto una normale vita sessuale con capacità orgasmiche ma che in un periodo  della sua vita per vari problemi che vanno indagati, non riesce o ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Ovviamente la prognosi in caso di disturbo secondario è spesso favorevole, in quanto si tratta di ripristinare, di andare a sbloccare una difficoltà che si presume essere temporanea.

Per anorgasmia si intende un’inibizione dell’orgasmo femminile. Può essere un orgasmo assente, ritardato o molto difficoltoso, nonostante una normale fase di eccitamento e un’attività sessuale giudicata adeguata per durata e fase preliminare.

Le cause sono quasi sempre di origine psicologica. In caso di anorgasmia primaria bisognerà fare un’anamnesi approfondita della paziente, indagare in profondità dall’infanzia, rapporti genitoriali, esperienze di vita ecc. per avere un quadro molto completo sul quale poter muoversi e soprattutto per il tipo di terapia da iniziare che sarà sempre una terapia integrata di diverse metodologie. In caso di anorgasmia secondaria si potrà risalire a stress, difficoltà presenti in vari ambiti, che possono essere familiari, di coppia, lavorativi, logistici, di autostima, traumi.

Per dispareunia e vaginismo si intende un’impossibilità di avere normali rapporti sessuali. Entrambi i disturbi hanno una connotazione ‘dolorosa’ che impedisce la penetrazione del pene e/o il normale svolgimento del rapporto sessuale.

La dispareunia ha quasi sempre cause organiche, possono essere infezioni, irritazioni dei genitali, una fimosi clitoridea, esito di interventi chirurgici ecc. A volte il problema si risolve con un intervento che rimuove la causa, ma spesso ci sono dei problemi psicologici che riguardano l’educazione avuta, traumi, eventi risalenti all’infanzia o adolescenza che si manifestano in una somatizzazione dolorosa e di rifiuto.

Il vaginismo è alla base di tanti ‘matrimoni bianchi’ che non impedisce, nella maggior parte dei casi, la soddisfazione di entrambi i partner. A volte le coppie si rivolgono allo psicologo o sessuologo quando vogliono avere dei figli. Il vaginismo impedisce la penetrazione del pene causa contrazioni involontarie vaginali e della muscolatura pelvica. Ma la coppia, in genere molto affiatata, ha un normale desiderio che trova risposte in pratiche alternative che non impediscono anzi, a volte favoriscono maggior conoscenza del corpo e di ciò che piace al partner migliore di altre coppie.

Il vaginismo può essere anche momentaneo e legato a periodi di vita.

Racconto la testimonianza di una paziente che si è rivolta a me proprio per un vaginismo legato ad un momento particolare della sua vita. Una piacevole donna di 40 anni, Enrica, arriva inviata dalla sua ginecologa perché negli ultimi 3 mesi ca. ha avuto 4-5  rapporti sessuali dolorosi e con l’ultimo episodio che si è concluso, mi dice, con un ‘niente di fatto’. Mi racconta che ha chiuso circa un anno fa, una storia durata più di due anni con un collega di lavoro. Fine, a quanto pare inevitabile, ma che l’ha lasciata piuttosto male. L’ex partner, essendo un collega, viene, anche se non spesso, incontrato e sempre con un grande piacere da parte di entrambi e con una grande emozione da parte della mia paziente. Enrica, dopo la fine della storia, ha continuato a uscire e frequentare amici; a dicembre scorso incontra un professionista, piacevole, separato, con il quel comincia ad uscire. E’ una persona piacevole, un corteggiatore discreto ma affettuoso e dopo un mese e mezzo circa decidono di andare a passare un weekend fuori. I rapporti sessuali ci sono ma dolorosi nonostante l’impegno del partner nel cercar di farla sentire a proprio agio. Enrica non da’ peso al fatto, ma quando dopo un paio di settimane incontra un ex con il quale aveva avuto un grande affiatamento sessuale anni prima, decide di passarci una notte insieme per ‘una verifica’.  A questo punto, quando con questo ex non riesce ad avere neanche un inizio di penetrazione Enrica si preoccupa, va dalla sua ginecologa che me l’invia. Io cerco di orientarmi altrove e non do’ rilevanza all’episodio, Enrica ha sempre avuto una buona risposta alle stimolazioni erotiche, è una donna sana, sportiva e ritengo che questo ‘vaginismo’ sia legato alla storia con il collega non elaborata e, secondo me, non ancora conclusa. Del suo ex mi racconta che avevano fatto insieme grandi progetti, di comprare casa e anche di avere un figlio. Spiego ad Enrica che la fase che sta vivendo è perfettamente normale, non possiamo certo aspettarci che sia così facile troncare una storia. Sancire la fine di qualcosa, anche con pezzi di carta, separazioni, divorzi, lontananze, non elimina certo i sentimenti e le energie che continuano a legarci alla persona con la quale siamo stati per anni. Come cantava Iglesias, molti anni fa: ‘..dentro quella valigia tutto il nostro passato non ci può stare’ Magari bastasse fare una valigia e chiudersi dietro una porta…..

La fase dell’allontanamento sarà tanto più lunga e dolorosa quanto più avremo investito sull’altro. Che vuol dire investire sull’altro? Significa ammantare il partner di sogni, aspettative, progettualità e della parte migliore di sé stessi e quando si verifica la fine, giustamente si usa il termine ‘andare in pezzi’ perché l’altro porta via davvero una parte di noi. Quanto più avremo creduto in una relazione tanto più sarà lento il ‘recupero’ delle nostre parti per reintegrarle, compattarle e per poter esser di nuovo pronti a re-investire.

Recentemente, in occasione di una settimana di lavoro/vacanza insieme a tutti i colleghi, Enrica ha avuto l’occasione di rivedere il suo ex.  Questa prospettiva, prima di partire la spaventava e si chiedeva cosa fare in caso fosse capitata l’occasione di passare una notte insieme. L’ho tranquillizzata e le ho consigliato di fare la scelta che sentiva ‘l’avrebbe fatta stare bene’. L’evento temuto/desiderato, complice il posto molto bello in una località di mare, si è verificato e Enrica, come avevo ipotizzato, non ha avuto nessun problema di vaginismo.

Enrica semplicemente  non è ancora disponibile per una nuova storia, alla quale dovrà dare, quando accadrà, tutte le sue rinnovate energie. E’ bene che stia da sola per un po’ facendo cose che le piacciono, coltivando hobby e amicizie. Insomma vige la solita formula della cura ricostituente, del riposo e dello svago. Affidiamoci al tempo che, come dicevano i nostri nonni, è galantuomo e fa sempre, inesorabilmente,  il suo mestiere.

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