La sessualità nella terza età

28/05/2010
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La sessualità/vitalità nella terza età.

Perché parlare di sessualità/vitalità? Perché sono strettamente correlate.

E’ stato fatto uno studio sugli uomini di 60 anni; interessante fascia di età, questa, per le società produttrici di beni di consumo, che hanno individuato proprio in questa età, una fascia di potenziali consumatori in quanto è emerso che:

 

i sessantenni frequentano meno gli studi medici rispetto a uomini più giovani; hanno un target economico e culturale medio/alto; hanno tempo libero; viaggiano; pensano al loro futuro; hanno una vita sessualmente attiva. Alla luce di questi dati rappresentano, ovviamente, una bella fetta di potenziali consumatori. Ma a parte lo scopo di questa indagine, che per noi è relativa, sono interessanti i dati emersi in quanto molto incoraggianti.

 

Avere una soddisfacente sessualità significa avere un buon rapporto con il proprio corpo, seguire un’alimentazione corretta e magari i consigli di un dietologo,  non trascurare nessun sintomo fisico, tenersi in forma con attività fisica regolare da scegliere tra quelle più idonee. Chi non avesse mai praticato attività fisica è bene che cominci subito ma gradualmente, fino a farla diventare parte integrante della quotidianità.  L’esercizio fisico regolare è liberatorio, antistress e antidepressivo;  indispensabile per la benefica ricaduta psicologica.

In America hanno fatto un interessante esperimento su soggetti anziani dai 75 agli 85 anni (anche su soggetti piuttosto malandati). Hanno fatto  seguire per 6 mesi e sotto controllo medico, un’attività fisica progressivamente impegnativa. Dopo 12 mesi le analisi dei soggetti sottoposti ad attività avevano gli stessi valori di soggetti di 10 anni più giovani. Possiamo dire perciò che la regolare attività fisica, non solo blocca il processo di invecchiamento ma addirittura può portare indietro l’orologio biologico.
Insomma è il momento, per chi non l’avesse mai fatto, di prendersi cura di sé con un occhio  di riguardo alla sessualità;  aspetto fondamentale della vita che non va trascurato, neanche andando avanti con gli anni. Chi non è in coppia potrà cominciare a frequentare ambienti misti dove troverà facilmente persone dell’altro sesso per condividere tempo libero, attività sociali, amore, sesso e sentimenti.

Ritrovare il tempo, tempo da dedicare a sé stessi, alle persone che amiamo e a ciò che ci piace. Forse gli impegni di lavoro sono diminuiti e ci si ritrova padroni di nuovi spazi che non si pensava di avere, per questo l’età della maturità può essere per un single o per una coppia, anche la riscoperta di una nuova vita. Sicuramente non è facile accettare il corpo che cambia, ma anche il nostro corpo così come il nostro viso, raccontano a chi ci sta intorno la nostra vita e la nostra storia. Il corpo, anche nel cambiamento continua a regalarci emozioni, anche dopo i 70 anni si possono avere orgasmi; le zone erogene infatti sono sempre tali sia per l’uomo che per la donna; bisognerà solo cercare approcci diversi, strade nuove, lasciare più spazio alla dolcezza e alla fantasia, dedicarsi e regalare più tempo. L’intimità richiede tempi più lunghi che bisogna concedersi, ma in cambio se ne avranno ricadute positive. E’ importante sapere che gli estrogeni, così come gli androgeni, non hanno una relazione diretta con il comportamento sessuale. Nell’uomo basta una minima quantità di androgeni per permettere una risposta adeguata, mentre nella donna non è indispensabile neanche questo, infatti una donna che non abbia più del tutto estrogeni può ancora avere una vita sessuale soddisfacente. Ogni età porta con sé dei mutamenti che necessitano di tempo per essere metabolizzati e accettati, mutamenti che a volte spiazzano e alle volte spaventano. Può essere allora il momento per rivolgersi senza timore a un ginecologo, a un andrologo o ad uno psicologo; chiedere aiuto in un momento importante della propria vita durante i cambiamenti del proprio corpo e del proprio modo di essere, è il primo passo verso nuove realtà per vivere con serenità quella che Jung definiva ‘il mezzogiorno della vita’.

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