La Fede

30/11/2010
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Che cos’è la fede?

Dal latino Fides, fiducia, lealtà. In genere alla parola si attribuisce una connotazione religiosa, avere fiducia, abbandonarsi.

Gesù diceva alla gente che guariva: Và, la tua fede ti ha salvato, non peccare più. La mancanza di fede, di fiducia è un’assenza che facciamo in primis,  nei confronti di noi stessi, nelle nostre capacità. La fede, secondo me, è un dilatatore di sensazioni, percezioni. E’ un amplificatore emotivo che può fungere da vettore verso mondi nei quali non ci porterebbe la nostra materialità.

Ogni tanto mi chiedono come sia la mia fede, che matrice, origine o colore abbia. Le persone, spesso, hanno la necessità di dare un nome e un etichetta a tutto, anche ad interiorità che non dovrebbero trovare una collocazione così rigorosa.

Quando ero giovane e priva di esperienza, molti anni fa, ero convinta che se fossi stata atea mi sarebbe bastato entrare in una delle nostre belle chiese per convertirmi. Come non sentire in questi luoghi di culto, dalle belle navate e dagli altari sfarzosi, oppure in quelle piccole e spoglie chiesette di campagna, essenziali come dovrebbe esserlo la fede, la presenza di Dio?

Da allora sono passati gli anni e ho conosciuto persone appartenenti a diverse confessioni; sono entrata in moschee meravigliose e mi sono convinta  che quando l’uomo realizza opere così magnifiche, dietro c’è sempre la mano ispirante di Dio.

Ho avuto l’occasione di partecipare a riunioni buddiste e, ripetendo il loro mantra, ho sentito Dio nel mio cuore. Ho girato l’India e ho conosciuto Ganesha il dio-bambino,  pregando di fronte a lui ho sentito Dio accanto a me. Ho ascoltato il Dalai Lama e nelle sue parole ho riconosciuto la parola di Dio.

Sono stata invitata ad ascoltare prediche di varie professioni di fede e ho sempre avuto Dio nel mio cuore. Sento la presenza di Dio quando sono in mezzo alla natura e circondata da montagne,   sdraiata su un prato oppure di fronte all’immensità del mare. Ho capito, allora, che non c’è risposta alle domande sulla fede.

Un gesuita anni fa disse, durante una predica,  che lo Spirito Santo non è limitato in definiti ambiti,  ma è presente dove c’è amore, compassione, tolleranza, carità.

Dobbiamo, allora, cercare di realizzare che siamo tutt’uno con la divinità,  Dio è sempre con noi e noi siamo sempre con lui. Affermò un mistico che Dio è più vicino a noi del nostro stesso respiro; solo tale consapevolezza ci aprirà i confini della mente e delle reali possibilità del cuore, facendoci evolvere.

Per approfondire:

  • Iniziazione alla meditazione profonda di Mariano Ballester ed. Messaggero
  • Il Potere adesso e Un nuovo Mondo di Eckart Tolle
  • Notte oscura di Giovanni della Croce ed. Città Nuova
  • I libri di Anthony De Mello
  • Il Tao della fisica di Fritjof Capra ed. Adelphi
  • La follia di Dio di Padre Alberto Maggi ed. Cittadella
  • Racconti di un pellegrino russo

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