Archivi per la categoria ‘Essere Madre’

PostHeaderIcon Il secondo figlio, arriva…

Marcello Bernardi è stato un famoso pediatra, scomparso una decina di anni fa. Quando i genitori gli chiedevano quanti anni dovesse avere il primo figlio per pensare ad avere il secondo, rispondeva sempre: Mai. Affermava che il primo figlio non accetterebbe mai, se avesse possibilità di scelta, di dividere con un altro quello che può avere in esclusiva. Quando poi lo si metteva alle strette, la risposta che dava era intorno ai quattro anni di età. A quattro anni il bambino scopre la figura paterna, è un’età nella quale inizia il distacco dalla madre; la dipendenza che caratterizza  i bambini  fino a quell’età, nei confronti della madre, comincia ad allentarsi.

Il piccolo scopre il mondo circostante e impara ad affidarsi alle figure familiari che lo circondano, va volentieri a spasso con i nonni e con gli zii;  è più disposto ad andare a spasso anche con figure amichevoli che conosce e verso le quali percepisce la fiducia materna.

 Ovviamente, laddove la madre sia presente, il padre è la figura secondaria di riferimento. A quattro anni circa d’età sarà meno traumatico per il bambino accettare un rivale, perché avrà già cominciato ad esplorare il mondo esterno con ampliamento di orizzonti, possibilità e curiosità che riescono a trascinarlo fuori casa. I bambini sono molto curiosi, ma prima dei quattro anni è difficile che seguano un interesse fuori il raggio d’azione materno.

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PostHeaderIcon Una madre a un figlio…

Ti ho insegnato ad essere indipendente, ero contenta quando, già piccolo, sorridendo ci salutavi. Sapevi che papà e mamma sarebbero tornati.

Ti ho insegnato ad essere curioso, soddisfatta quando volevi scoprire, capire, anche quando sei andato lontano. Sapevamo che saresti sempre tornato.

Ti ho insegnato ad essere leale, consapevole che nel mostrarsi come si è, raramente si è perdonati. Sappiamo che solo con il tempo questo paga.

Mi hai insegnato tante cose, i figli sono nostri Maestri. Mi guardo dentro e vedo una madre che ha come destino il dover lasciare andare. Spesso è difficile, oggi terribile. L’ennesima partenza.

Mio figlio è un pioniere, un Ulisse di mondi già scoperti da altri, dove approdare forse per lasciare una sua impronta.

Sei proprio come ti sognavo e, come ti dissi già una volta, hai superato le mie aspettative. Sei un uomo lontano, da amare e raggiungere.

Hai spostato limiti e confini che credevo ormai certi.

Scoprirò altre terre, altri mondi, un’altra me stessa.

 

PostHeaderIcon Essere Madre

 

Decalogo per Madri!

Riporto il decalogo che la famosa pedo-psichiatra Susan Isascs suggerisce alle mamme:

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Non dire semplicemente ‘non devi fare questo’ senza aggiungere ‘però puoi fare quest’altro’.
  2. Non chiamare ‘capricci’ quando sono proteste per cose che disturbano, non hanno altro modo  per   manifestare.
  3. Non interrompere il bambino mentre sta facendo qualcosa senza preavvisarlo.
  4. Non portare ‘ a passeggio’ il bambino ma passeggiate insieme.
  5. Le regole sono fatte per essere, ogni tanto, infrante.
  6. Non prendere mai in giro il bambino, ridi ‘con lui’ mai ‘di lui’.
  7. Non fare mostra del bambino agli altri e non farne un giocattolo.
  8. Non credere che il bambino capisca quello che gli dici solo perché tu lo capisci.
  9. Mantieni le tue promesse, non farle se non sei sicura di poterle mantenere.
  10. Non mentire e non sfuggire alle domande.

PostHeaderIcon Giovani mamme crescono?

Speriamo di si

speriamo che crescano in bellezza (interiore), serenità e saggezza insieme ai loro figli. È chiedere troppo?

No, se diamo retta a Bollea, neuropsichiatria infantile che afferma: ‘Fare il genitore è bello e molto facile’.

Raccolgo sempre più spesso confidenze e preoccupazioni di giovani mamme, giovani d’esperienza perché il primo figlio in Italia si ha spesso dopo i 30 anni, e mentre a trenta, trentacinque anni, la donna arriva al parto più “preparata” in quanto ha al suo attivo diagnosi prenatali, corsi pre-parto ecc., ha però anche un grosso carico di ansia dovuto all’eterno conflitto fra il lavoro svolto fuori casa, gestire la casa, coordinare tutto e non perdere il controllo di niente oltre al timore di sbagliare.

Questa ansia ‘nel far bene’ può rischiare di mettere le neo mamme nella condizione di trasmettere preoccupazione e incertezze al bambino. Non mi stanco mai di ripetere che è meglio un piccolo errore comportamentale fatto con tranquillità che non un giusto insegnamento trasmesso con cautela o incertezza. Il bambino fino a 2-3 anni vive in simbiosi con la madre della quale percepisce e assorbe in senso letterale tutto quello che la madre vive, sente, patisce.

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