Louise Hay, chi è
Chi è Louise Hay?
è una donna che ha avuto una vita molto travagliata e alla quale, quando negli anni 70’diagnosticano un tumore all’utero, decide di cambiare totalmente la sua vita. Rifiuta le cure mediche tradizionali. Inizia un percorso di purificazione fisica e psichica e realizza che la sua malattia è un segnale animico dell’anima devastata dal risentimento. Quel risentimento, quella rabbia che non l’aveva mai abbandonata condizionandole pesantemente la vita. Fonda la sua auto-guarigione sul perdono. Riesce a sconfiggere la malattia e inizia a girare il mondo portando la sua esperienza al servizio degli altri.
Non entro nel merito delle sue scelte personali ma posto le 9 Leggi sulle quali ha fondato il suo cammino.
Il suo percorso è un percorso di autoconoscenza, percorso che ciascuno di noi è tenuto a fare prima o poi nella propria vita per ricordarci della nostra scintilla divina, poterci riconnettere ad essa accendendo la luce della consapevolezza.
I 9 punti chiave della filosofia di Louise Hay
- 1. CIO’ CHE DIAMO CI RITORNA
Sempre. Questo messaggio circola da molto tempo. Ricordate la regola d’oro:”Non fate agli altri quello che non volete sia fatto a voi”. Questa regola
d’oro non è stata creata per produrre colpevolezza. E’ una legge della natura che tu sarai trattato esattamente come tratti gli altri. Questo si applica anche ai nostri pensieri. Se noi giudichiamo e critichiamo, anche con il pensiero, anche noi saremo giudicati e criticati. Se amiamo e accettiamo noi stessi incondizionatamente e accettiamo anche gli altri incondizionatamente, allora attrarremo persone nelle nostre vite che ci daranno lo stesso Amore Incondizionato e Accettazione. Pensieri di odio attraggono pensieri e azioni di odio. Pensieri di gelosia attraggono mancanza e perdita nelle nostre vite. D’altra parte pensieri di
Perdono attraggono salute e prosperità. Pensieri d’Amore portano non solo Amore nelle nostre vite ma più positività di quanto noi stessi possiamo immaginare. Creando uno sbilanciamento nell’universo, che dovrà compensare e quindi riceveremo. Leggi il resto di questo articolo »
Giovani padri imparano…
Speriamo di si…
Occupandomi di coppie, dove c’è una coppia in crisi ci sono, quasi sempre, problemi con figli adolescenti. L’armonia di coppia ricade sui figli e viceversa in quanto problematiche adolescenziali mettono in crisi la coppia più affiatata.
Per fortuna mi capita di occuparmi anche di coppie con bambini e, per evitare di avere adolescenti problematici, insegno ai padri, per tempo, modalità di comportamento da mettere in atto con i figli piccoli.
Il problema lamentato più spesso dai padri è di non riuscire ad avere autorevolezza verso i figli adolescenti. Vogliono sapere cos’è e come si impara. L’autorevolezza, parola magica, bisogna imparare ad esercitarla presto con i figli se si vuole che venga conosciuta e poi ri-conosciuta. Quando il giovane maschio cresce, la competitività è sana e normale. E’ importante che abbia scontri con le figure genitoriali, con il padre soprattutto e che cerchi di affermare la propria personalità prima con capricci e mano a mano che cresce con ribellioni e confronti polemici ai quali, spesso, è difficile tener testa.
Gomorra
Invoco Gomorra.
Perché spendere soldi per andare a fare turismo sessuale così lontano? basta acquistare un biglietto del cinema a 8 euro. Cinema dove trasmettono film a luci rosse e dove poi, nei luridi bagni, ragazzini rom soddisfano bestiali istinti risvegliati nei clienti. Il servizio per 5 euro, anche 10, ma a volte anche meno.
Tutto avviene sotto gli occhi dei gestori compiacenti che magari si fanno dare la tangente dalle stesse vittime o dai genitori, chissà.
Quando ero giovane e pura mi sarei indignata. Adesso non sono più tanto giovane e la mia purezza di intenti e di pensieri nel voler ‘svegliare le coscienze’ si è sopita.
Gheddafi è morto…
Gheddafi è morto ammazzato. Supplicava: non sparate. Cui prodest, viene da chiedersi, ucciderlo? Ho rivolto questa domanda ad esperti di politica e mi hanno risposto che per ‘certe popolazioni’ è necessario veder morto il personaggio che avevano idealizzato. Per i sostenitori di Gheddafi sarà più ‘definitivo e irreversibile’ la fine dell’impero del loro Raìs. Non sono d’accordo, non possiamo continuare a pensare a ‘certe’ popolazioni con una sottocultura. Il Raìs vivo che affronta il processo. Gheddafi che affronta le luci della ribalta, da cui era così affascinato da vivo e di fronte ai suoi ex fedeli; un eroe che, di fronte alla morte, mostra la sua vulnerabilità implorando pietà. Quella stessa pietà che non ha mai mostrato nei confronti di nessuno.
Lasciarlo in vita non per carità, nessun essere umano ne può provare di fronte a chi era stato definito ‘la bestia’. Non ucciderlo semplicemente perché siamo, o meglio dovremmo essere rappresentativi di civiltà. L’unico mezzo che possiamo esercitare per insegnare civiltà a chi riteniamo ne abbia bisogno, è esserlo per primi.
Una madre a un figlio…
Ti ho insegnato ad essere indipendente, ero contenta quando, già piccolo, sorridendo ci salutavi. Sapevi che papà e mamma sarebbero tornati.
Ti ho insegnato ad essere curioso, soddisfatta quando volevi scoprire, capire, anche quando sei andato lontano. Sapevamo che saresti sempre tornato.
Ti ho insegnato ad essere leale, consapevole che nel mostrarsi come si è, raramente si è perdonati. Sappiamo che solo con il tempo questo paga.
Mi hai insegnato tante cose, i figli sono nostri Maestri. Mi guardo dentro e vedo una madre che ha come destino il dover lasciare andare. Spesso è difficile, oggi terribile. L’ennesima partenza.
Mio figlio è un pioniere, un Ulisse di mondi già scoperti da altri, dove approdare forse per lasciare una sua impronta.
Sei proprio come ti sognavo e, come ti dissi già una volta, hai superato le mie aspettative. Sei un uomo lontano, da amare e raggiungere.
Hai spostato limiti e confini che credevo ormai certi.
Scoprirò altre terre, altri mondi, un’altra me stessa.
Steve Jobs
STAY HUNGRY…STAY FOOLISH un augurio per tutti noi, di non perdere mai quel pizzico di follia che ci permette di sognare e realizzare l’impossibile!
Un ricordo, un commiato da un uomo che ho ammirato moltissimo. Un uomo che ha saputo coniugare successi professionali ad una grande umanità, che aveva imaprato l’importanza della priorità degli affetti e che è sempre riuscito ad assere grato alla vita, della quale aveva un grande rispetto.
Donne, 5 donne di cui non si conoscono gli assassini!
Chiara, Sara, Yara, Meredith, Melania…5 donne di cui non si conoscono gli assassini.
Donne vittime di violenze, spose bambine, donne deturpate col vetriolo, uccise perché abbandonano, donne ostacolate quando si muovono, quando vanno, quando vogliono essere libere. Le donne da sempre accanto all’uomo ma ‘arretrate’; presenti come concubine, schiave, spose, madri, sorelle. Da sempre nella vita dell’uomo, ma da sempre vittime di violenze. Perché?
Il bellissimo libro di Pinkola Estès, ‘Donne che corrono coi lupi’, uscito diversi anni fa, forse svela il mistero. Parla dell’aspetto numinoso della donna, di quella donna dallo spirito libero e selvaggio che è sempre stata rinchiusa e in qualche modo frenata nell’espressione della sua natura quando questa non era conveniente.
L’incontro col numinoso, col proprio numen stravolge ma è l’unico esaltante mezzo che permette di sperimentare il vero. Lo sviluppo dell’uomo ha bisogno del fenomeno mistico e questo avviene attraverso l’incontro fra i due opposti: Animus e Anima, fra il mondo esteriore e il mondo interiore al quale la donna ha da sempre accesso e verso il quale l’uomo deve dirigersi. Ma l’altro, l’uomo, teme il confondersi, ha paura di perdere i suoi confini per entrare nel regno femminile e da qui assurgere alla propria regalità. Per rinascere bisogna morire ma sono pochi gli eroi a cui fu concesso di fare ritorno dall’Ade. Attraversare le acque dello Stige, simbolicamente passare dall’altra parte, abbandonare una riva per andare verso l’ignoto. E’ questo passaggio che salverà l’uomo, sarà solo abbandonandosi alla corrente del fiume che compirà l’iniziazione e avverrà l’incontro col numen interiore, col perturbante che aprirà la strada al riconoscimento della propria interiorità. Abbandonarsi per non essere abbandonati. Abbandonarsi nelle braccia della donna, della dea, della madre terra, di questa Demetra che presiede all’alternanza delle stagioni e abbraccia l’uomo che diventa suo figlio e suo padre.
Generare ed essere generati.
Prego: silenzio!
Viviamo in un mondo di suoni, voci, musiche, sottofondi, motori, rombi, rumori….
Se, in un momento qualsiasi della giornata proviamo a chiudere gli occhi, sarà difficile ascoltare intorno a noi, come diceva una volta una canzone ‘Il rumore del silenzio’. Per trovare un luogo silenzioso dobbiamo allontanarci da città, strade, negozi, uffici, centri abitati. Eppure il silenzio è indispensabile nella nostra vita. La nostra è la cultura del parlare, dello spiegare con mille parole, sempre le stesse, sempre gli stessi discorsi. Occupandomi di coppie osservo quanta esigenza c’è, all’interno delle stesse, di esprimere, asserire, dettagliare! La comunicazione è fondamentale per conoscersi e conoscere ma, quando si arriva ad abusarne è soltanto un mezzo d’attacco verso l’altro. C’è un momento nel quale la parola si svuota di significato; è il momento, allora, di passare al silenzio.
Dobbiamo imparare a fare silenzio dentro e fuori di noi e non sarà facile. Il rumore ci stordisce e impedisce di fermarsi a pensare; nessuno vuole fermarsi a pensare, riflettere, ricordare. E’ meglio correre veloci, saltare da un impegno all’altro, riempirsi la vita di mille cose, girandole colorate, luci, gente, suoni , voci, parole e parole che, alla fine, non dicono niente.
Vogliamo provare? all’inizio non sarà facile stare in silenzio; si potrà provare per qualche minuto per poi aumentare gradatamente…. Facciamo ogni tanto, per poco, silenzio anche in famiglia, in coppia e impariamo a comunicare trasmettendo emozioni ed energie che non hanno bisogno di essere verbalizzate.
Se il silenzio è armonico e non è il silenzio nel quale ci si chiude per punire l’altro, sarà una piacevole scoperta.
Ci si renderà conto di quanta comunicazione può esserci nel silenzio riempito solo di sguardi, di gesti, di sfioramenti. Solo con il silenzio riusciremo ad abbassare il livello emotivo e potremo entrare, così, in uno spazio di pace per poterci ascoltare e finalmente andare alla scoperta di noi stessi e dell’altro.
Per saperne di più:
- Padre Mariano Ballester- Iniziazione alla meditazione profonda -ed. EMP
- Maestro Eckhart ed. San Paolo
- R. P. Kaushik: “La Lunga Notte Dell’ Anima ed. Aequilibrium
- Poesie di Nazim Hikmet, poeta dell’assenza
- Edward Bach – Essere se’ stessi/Libera te stesso






















